PEDAGOGIA DELLA CREATIVITA’

“Maria Montessori credeva che i consueti metodi pedagogici fossero irrazionali in quanto tendenti a reprimere le potenzialità del bambino, invece di essere d’ausilio nel farle emergere ed in seguito sviluppare.
Ecco quindi l’educazione dei sensi come momento preparatorio per lo sviluppo dell’intelligenza perchè l’educazione del bambino, allo stesso modo di quella del bambino psichico, deve far leva sulla sensibilità, in quanto la psiche dell’uno e dell’altro è tutta sensibilità.
L’obiettivo della Montessori era l’educazione del bambino all’autocorrezione e al controllo dell’errore, senza che ci sia bisogno dell’intervento dell’educatrice.
Il bambino va lasciato libero nella scelta dei materiali educativo/ludici con il quale vuole esercitarsi. Tutto quindi deve scaturire dall’interesse spontaneo del bambino, cosicchè l’educazione divenga un processo di auto-educazione ed auto-controllo.

Il suo pensiero identifica il bambino come essere completo, capace di sviluppare energie creative e possessore di disposizioni morali (come l’amore). Se l’adulto ha compresso dentro di sé queste energie creative, avrà la tendenza a reprimere la personalità del bambino e può accadere che lo costringa a vivere in un ambiente di altra misura con ritmi di vita innaturali.

Il principio fondamentale deve essere la libertà dell’allievo, poiché solo la libertà favorisce la creatività del bambino già presente nella sua natura. Dalla libertà deve emergere la disciplina. Un individuo disciplinato è capace di regolarsi da solo quando sarà necessario seguire delle regole di vita.”

Ho ritrovato questi appunti tra fogli sparsi nei miei libri di pedagogia, cercando in realtà materiale sul substrato della creatività. La Montessori fu peraltro la prima donna medico psichiatra in un mondo accademico che all’inizio del secolo era del tutto maschile. La prima e una rivoluzionaria. Lunga vita all’ingegno femminile, dunque!
Personalmente a livello d’istruzione ho avuto la fortuna di nascere da due genitori che hanno fatto di tutto per offrirmi una prepararazione a 360°. Fin da piccola mi hanno lasciato viaggiare senza di loro (con degli educatori di fiducia ovviamente), a otto anni possedevo già il mio pianoforte e avevo un maestro privato a disposizione. Ricordo che quando qualcuno mi chiedeva cosa volessi in dono, io chiedevo sempre penne, matite, colori. Ho potuto spaziare su molti fronti e ho potuto coltivare molti interessi. Avevo libri di ogni materia, che peraltro raccoglievo anche dai cassonetti (ebbene sì, esistono dei folli che buttano i libri).
Oggi son convinta che la creatività è un posto fisico e mentale che possiamo possedere sin da piccoli, una zona franca in cui possiamo essere noi stessi, un orto fertilissimo dove possiamo portare i nostri strumenti e far fruttare ciò che più ci piace. Il bambino lasciato libero di giocare, che si può relazionare anche al di fuori della propria cerchia familiare, a cui è stato permesso di scorrazzare liberamente nei campi, di rincorrere un pallone, le cui orecchie hanno sentito presto la musica, in potenza è una sorgente creativa. Se peraltro viene educato alla tutela del proprio e altrui rispetto, da grande inevitabilmente sarà una mente ingegnosa e una persona affidabile.

Foto: enzafasano.com

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