Il fine giustica i mezzi?

Si attribuisce a Niccolò Machiavelli la fatidica frase “Il fine giustifica i mezzi.” Lui non l’ha mai pronunciata, ma evidentemente la sostanza dei suoi discorsi era questa. Che sta a significare che la politica è amorale. Ciò che conta, egli sosteneva, nella condotta di un capo di Stato è il fine e il raggiungimento del fine rende lecite delle azioni, anche se queste non sono in linea con un codice morale. Ma, purchè la suprema lex sia la Salus rei publicae, all’uomo di Stato ogni cosa è permessa.
Nel lontano 1984 un grande della giurisprudenza, tale Norberto Bobbio, si interrogava sulle teorie politiche di Machiavelli applicando pragmaticamente la riflessione ai giorni nostri. Persuaso anch’egli che politica e morale fossero due campi topologicamente distinti, egli fece luce in maniera magistrale su un concetto delicatissimo: l’etica politica. L’etica politica è l’etica di colui che svolge attività politica, ma l’attività politica nella concezione di chi svolge il proprio argomento partendo dalla considerazione dell’etica professionale non è il potere in quanto tale, ma il potere per il raggiungimento di un fine che è il bene comune, l’interesse collettivo o generale. Non è il governo, ma il buon governo. Uno dei criteri tradizionali e continuamente rinnovati per distinguere il buon governo dal mal governo è per l’appunto la valutazioneper il conseguimento o meno di questo fine specifico: buongoverno è quello di chi persegue il bene comune, malgoverno è quello di chi persegue il proprio.
La politica è quindi superiore alla morale? Ovvero: il fine giustifica i mezzi? Se sì, chi giustifica il fine? Forse che il fine a sua volta non deve essere giustificato? Ogni fine che si proponga l’uomo di Stato è un fine buono? Non deve esservi un criterio ulteriore che permetta di distinguere fini buoni da fini cattivi? E non ci si deve domandare, se i mezzi cattivi non corrompono per avventura anche i fini buoni?
Se l’etica politica è l’etica dei risultati e non dei principi, lo è di tutti i risultati? Se si vuol distinguere risultato da risultato non occorre ancora una volta risalire ai princìpi? Si può ridurre il buon risultato al successo immediato? I vinti hanno sempre torto per il solo fatto di essere vinti? Ma il vinto di oggi non può essere il vincitore di domani?

Citazioni varie da N. Bobbio, Etica e politica, Micromega 4/86
Annunci

Informazioni su Mariangela Lecci

Blogger, SEO copywriter, Branded content developer. Vedi tutti gli articoli di Mariangela Lecci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: