Che ora è?

 

A sto mondo per capire che ora é, bisogna guardare l’orologio. Ma chi si ricorda come era scandito il tempo dell’infanzia?

Ho lanciato un sasso nel web che mi circonda. Ho chiesto a più persone di diverse estrazione, età e professione: come capivamo che ora era quando eravamo piccoli? E queste sono state le risposte che più mi hanno offerto materia di riflessione.

“Non lo capivamo… quando si è piccoli non esiste il tempo regolato… non c’è limite al gioco… non si ha un concetto temporale della vita… e il tempo è più lungo… gli spazi più grandi… i sogni più dolci… e ci si sveglia riposati… e ci si sveglia sorridendo al nuovo giorno… ”

“Nell’infanzia il tempo nn è una dimensione calcolabile. Da neonati c’è un unico spazio in cui io sono l’altro (io&la mamma), via via questo spazio diventa il luogo conoscibile dell’altro, quindi di sè. Nn c’è tempo che de-limiti quest’avventura.”

” Da neonati spazio e tempo sembrano la stessa cosa …una specie di punto del big bang. Poi le abitudini (e la società) ci ricordano ogni giorno di tenerne conto, come la sigla del tg, il profumo della cucina, la campana della scuola o il doversi lavare i denti. In questo momento il tempo non ha molto valore, nessun *bimbo* penserebbe mai al “costo/opportunità” di poterlo usare meglio. E’ una risorsa che sembra infinita e quindi un’ora vale l’altra. E’ sempre una buona ora per giocare o fare quello che piace. Ad un certo punto ti viene a mancare. Ti accorgi che va usato con saggezza se vuoi fare quello che vuoi/devi. Da qui in poi si scandisce, e per esempio la scuola non ti passa mai. Vorresti stare “un pò” a giocare ed impari che cos’è la noia. Quando si entra in una vita sociale ti rendi conto che quello che prendi per te puoi sottrarlo a qualcun altro, arrivando tardi agli appuntamenti o saltando la partita di calcio nel cortile. Ti rendi conto che il tuo utilizzo delle ore ha delle conseguenze sulle persone che ti circondano. Forse a questo punto ci si compra un orologio. Da questo momento ha importanza l’orario. Penso che tutto questo sia un percorso necessario a comprendere un concetto non immediato ma molto presente. Hai fatto una domanda molto interessante che mi ha costretto a riflettere su una cosa scontata quanto l’aria …non ci pensavo da molto tempo.”

A ragione di queste riflessioni, io mi chiedo ancora più insistentemente di prima: che profeta è stato Marcuse?
Annunci

Informazioni su Mariangela Lecci

Blogger, SEO copywriter, Branded content developer. Vedi tutti gli articoli di Mariangela Lecci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: