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Elogio dell'allegria

“Sarà un gusto molto personale, ma a me piace l’allegria con po’ di rumore, di frastuono, come la risata di un bambino piccolo e della persona amata che ti fa il solletico al cuore, come un sorriso silenzioso, ma raggiante.

“Il supremo dono del sorriso”: così Martin Descalzo definisce questo segno esteriore di allegria. E il poeta Luis Rosales ricorda che “in alcuni sorrisi ci si può perdere come in un bosco”.

Amo l’idea di un’allegria personale, perché solo ciascuno di noi conosce le proprie misure, sa da che parte lo porta il cuore, che colori gli donano e che tessuti preferisce. Siamo noi i sarti della nostra esistenza. E non esistono ricette universali di felicità; eppure si può suggerire qualche segreto per aiutare il nostro sarto interiore a realizzare un abito che sia un capolavoro. Continua a leggere


Nella lingua di Camilleri

E’ un fenomeno che si ripete da anni, accade magari per un paio di giorni all’anno, preceduto da attesa trepidante e seguito da infinita gratificazione.

Arriva il giorno in cui apro un nuovo libro di Andrea Camilleri e quel giorno è una festa di risate, riflessioni, congetture, allucinazioni linguistiche, domande; perfino condivisione con persone che estemporaneamente sono presenti all’evento.

Ma mai noia. Mai un passaggio nei libri di Camilleri che m’abbia dato l’impressione di brutto, di sgrammaticato, di vizioso, di non curante.

“Sono nato a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, e il dialetto l’ho molto frequentato. La lingua che uso nei miei libri non è la trascrizione del dialetto siciliano. È una reinvenzione del dialetto ed è il recupero di una certa quantità di parole contadine, che si sono perse nel tempo. Cataminarisi (“muoversi”), per esempio, non viene adoperata nel linguaggio piccolo borghese che era il nostro: era linguaggio contadino.”

L’eccezionalità di Camilleri si trova proprio nel linguaggio. Una lingua viva e caratterizzante, incomprensibile eppure semanticamente definita. Una lingua che racconta suggestioni, profumi, senso della Storia. I libri del maestro Andrea non sono in lingua italiana. Cioè non sono nemmeno in lingua straniera. Per carità!

Quella di Camilleri è la lingua di Camilleri. Continua a leggere


Imprimatur: ovvero la storia del libro proibito


Questa storia è un’avventura editoriale. Una storia forse bizzarra, ma come le storie che uno non può immaginare. A meno che non se le ritrovi davanti, cammin facendo.

Nel 2002 in Italia venne pubblicato un libro dalla Mondadori, per nulla pubblicizzato, che in poco tempo raggiunse i vertici delle vendite. Il Corriere della Sera lo segnalava tra i 10 libri più venduti. Seconda e poi terza ristampa in pochi mesi. Finché le librerie non lo ricevettero più e le vendite si azzerarono. Il libro scomparve nel nulla. Continua a leggere


Vieni! Ti voglio raccontare una storia!

Intro (Re)-esistere con un libro by lamentesonoio

Lì dove son nascoste le nostre velleità,
lì dove si annidano i nostri desideri,
dove ogni anima trova la sua tana,
lì abbiam trovato quel libro che ci ha tenuto avvinghiati,
con tenacia e bramosia,
che ci ha fatto perdere il sonno,
che ci ha chiuso la bocca
e aperto i pensieri,
che ci ha regalato sogni.
Alla luce di una candela,
davanti a un caminetto o sotto le coperte
sprofondati nella vecchia cara poltrona.
Noi esistiamo con un libro perchè ci scopriamo curiosi, pazienti, ragionevoli,
tolleranti, solidali, premurosi, preoccupati, coraggiosi,
insieme ai personaggi.
Resistiamo a ciò che tenta di farci morire dentro,
a ciò che tenta di annichilirci.
Esistiamo di nuovo, ancora,
in un’avventura sempre nuova dentro noi stessi.


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