Archivi categoria: Esercizi di scrittura

Che ora è?

 

A sto mondo per capire che ora é, bisogna guardare l’orologio. Ma chi si ricorda come era scandito il tempo dell’infanzia?

Ho lanciato un sasso nel web che mi circonda. Ho chiesto a più persone di diverse estrazione, età e professione: come capivamo che ora era quando eravamo piccoli? E queste sono state le risposte che più mi hanno offerto materia di riflessione. Continua a leggere


Scirocco

Ho un vivo ricordo di quelle notti salentine caratterizzate dall’afa, dai letti bollenti, dai pavimenti sprigionanti calore. Tenere il balcone aperto, passeggiare in strada o raggiungere il mare sembrava essere l’estrema ratio per trovare un’aria più fresca, una scappatoia momentanea. Il calore del sud Italia è così: pervasivo, inquietante, duraturo. Somiglia molto a quelle passioni che avresti fatto meglio a consumare prima che lo scirocco stendesse la sua coperta di fuoco, quasi sabbia invischiata sull’anima. C’è un tale che sento urlare in lontananza, una povera vittima del caldo; o forse un teatrante esausto. O forse un protagonista televisivo surreale, pronto a urlare la sua ultima filippica.

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GIUDIZIO VS AMORE CREATIVO

Questo che scrivo è in seguito a una conversazione con ajnabee: il dialogo è arricchimento, oggi ne ho di nuovo la prova. Non amo parlare di Teologia, per un motivo tra tutti: la teologia o è vissuto umano intriso di esperienza o è l’ennesima dimostrazione della vacuità dell’uomo che tenta di capire l’assoluto. Dio non è una nozione. Se lo fosse non sarebbe possibile provare dei sentimenti verso di lui. Ogni qual volta Dio è ascritto al regno della nozione religiosa e della normativa, esso viene svuotato di tutto il suo potere creativo. Perché Dio è creatività che si effonde, Dio è la Parola che crea.

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E’ la mente che fa sani o malati

Perdersi è cosa semplice quando le idee non sono governate dalla programmazione. Il desiderio di autonomia intellettuale facilmente si scontra con le incombenze quotidiane. La voglia di evasione fa a pugni con il dover star seduti sulla sedia imperterriti verso la meta.
Qual è la meta? Ogni tanto, come fosse un dono di grazia, lo riscopro. Riassesto le vele e capisco qual è la direzione da seguire.
Come stamattina. Come ieri sera. Come stanotte. Capitano momenti in cui la mente riacquista lucidità e gli occhi si sbarrano, non per paura, ma perchè hanno visto qualcosa di inaspettato, di nuovo, di non previsto. Lo status quo viene ribaltato. L’intuizione vede balugini all’orizzonte. Dai rami dell’ingegno si dipartono stormi di creatività migranti. E all’alba è tutto di nuovo limpido. Tutto sereno, riposato, pronto a rimettersi in marcia.
Il pensiero sensibile e l’emozione. Il sangue e il midollo. Le ossa e i neuroni. E’ la luce il segreto ineffabile del movimento. Basta guardare le api, che al calar del sole arrestano la loro laboriosità e il loro ingegno. Il buio arresta la loro azione, la luce lo ripristina.
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SBIRULINO SI STRUCCA

Ci sono coppie nella storia che hanno senso e significato solo grazie all’altro e viceversa. Giulietta e Federico. Franca e Dario. Sandra e Raimondo. E noi le abbiamo conosciute come un tutt’uno, un unicum di bellezza. La loro forza era nel due che sono uno, nella fusione, nella cooperazione. Il male al petto che sento è sempre di uguale intensità quando questi straordinari esempi di vita in qualche modo scompaiono da questo mondo fenomenico.
Mi pare di vederlo il piccolo sbirulino che depone i vestiti sulla sedia e lentamente si porta davanti allo specchio del camerino, con le luci basse e un tango d’addio silente a fargli da sottofondo. E davanti allo specchio per l’ultima volta toglie il trucco con le lacrime. Con lacrime piene di storia. Continua a leggere

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