Social network: alla ricerca di relazione!

I social network sono il risultato della voglia di ciascuno di noi di comunicare, esprimerci, incontrare, conoscere. Essi hanno avuto l’impatto dell’universalità! Le persone hanno trovato il modo di parlare ed essere ascoltate. Abbiamo scoperto come poter fare il giro del mondo senza uscire da casa nostra. Abbiamo rimediato spazi e luoghi dove poterci esprimere e imparare, condividendo. Continua a leggere

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Se tutte le donne

"Se tutte le donne andassero a scuola. Se tutte le donne si laureassero. Se tutte le donne smettessero di guardare i programmi televisivi dove le donne sono svilite. Se tutte le donne non comprassero più i prodotti che fanno pubblicità usando il corpo delle donne. Se tutte le donne imparassero a usare i contraccettivi. Se tutte le donne denunciassero ogni violenza subita. Continua a leggere


Un blog: un salotto che genera sapere.

Quasi tutti oggi abbiamo uno un blog. O anche più di uno. Il blog è uno spazio sul web che ci consente di esprimerci in determinate materie e di avere una relazione col nostro lettore in modo dialogico, permettendogli di venire nel nostro mondo ed esserne partecipe.

Il blog è un luogo prima che uno spazio. Si può identifica metaforicamente in una casa: ha una porta d’ingresso, uno spazio dove accogliere le persone al loro arrivo, una cucina dove prepare qualcosa che ristora, un salotto dove chiacchierare, una camera da letto dove riposare e riprendere le energie. Un parte della casa è pubblica, l’altra rimane privata. Continua a leggere


Nella lingua di Camilleri

E’ un fenomeno che si ripete da anni, accade magari per un paio di giorni all’anno, preceduto da attesa trepidante e seguito da infinita gratificazione.

Arriva il giorno in cui apro un nuovo libro di Andrea Camilleri e quel giorno è una festa di risate, riflessioni, congetture, allucinazioni linguistiche, domande; perfino condivisione con persone che estemporaneamente sono presenti all’evento.

Ma mai noia. Mai un passaggio nei libri di Camilleri che m’abbia dato l’impressione di brutto, di sgrammaticato, di vizioso, di non curante.

“Sono nato a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, e il dialetto l’ho molto frequentato. La lingua che uso nei miei libri non è la trascrizione del dialetto siciliano. È una reinvenzione del dialetto ed è il recupero di una certa quantità di parole contadine, che si sono perse nel tempo. Cataminarisi (“muoversi”), per esempio, non viene adoperata nel linguaggio piccolo borghese che era il nostro: era linguaggio contadino.”

L’eccezionalità di Camilleri si trova proprio nel linguaggio. Una lingua viva e caratterizzante, incomprensibile eppure semanticamente definita. Una lingua che racconta suggestioni, profumi, senso della Storia. I libri del maestro Andrea non sono in lingua italiana. Cioè non sono nemmeno in lingua straniera. Per carità!

Quella di Camilleri è la lingua di Camilleri. Continua a leggere


Che ora è?

 

A sto mondo per capire che ora é, bisogna guardare l’orologio. Ma chi si ricorda come era scandito il tempo dell’infanzia?

Ho lanciato un sasso nel web che mi circonda. Ho chiesto a più persone di diverse estrazione, età e professione: come capivamo che ora era quando eravamo piccoli? E queste sono state le risposte che più mi hanno offerto materia di riflessione. Continua a leggere


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